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La Repubblica

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Due anni dopo la rivelazione del premiatissimo Dissonorata, Saverio La Ruina si  ripresenta in abiti femminili in la Borto per esprimere sulla sua sedia, accompagnato dalle musiche dal vivo di Gianfranco De Franco, lo sconforto di una donna malmaritata a 13 anni con una specie di mostro per ritrovarsi sette volte madre a 28. E ci rivela i suoi dialoghi con Gesù, denuncia le angosce di essere donna del Sud sotto lo sguardo lurido dei maschi, la sua progressiva rivolta contro ogni contatto, mentre nel paese cresce la guerra ai mariti, l’angoscia delle gravidanze, e si alimenta l’industria denunciata dal titolo, approdando a un intervento, in cui una nipote della protagonista perderà la vita. Ma tutto questo detto con un sussurro colmo d’orgoglio, mentre voci e sguardi si rincorrono. Giudizio: Indimenticabile.
                                
Franco Quadri, 21/11/2009

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