Corrieredellospettacolo.it – Claudio Facchinelli

 

[…] Dario De Luca, con Va’ pensiero che io ti copro le spalle prosegue sulla strada intrapresa con Morir sì giovane e in andropausa: una forma di teatro musicale, di italico cabaret, sulle orme di Giorgio Gaber e Sandro Luporini. Dario, in scena, col corpulento Paolo Chiaia, ha scritto questo secondo episodio di una “Trilogia del fallimento” (verdiana nell’ispirazione dei titoli: il terzo sarà Parmi veder le lacrime, ma è solo un coccodrillo), assemblando drammaturgicamente le canzoni di Giuseppe Vincenzi. Chiaia, alle tastiere, è anche efficace spalla, fin dal gustoso incipit costruito con un gioco di ombre e di controluce (una trasparente citazione di Stanlio e Ollio). Rispetto al Morir sì giovane, lo spettacolo ha forse una dimensione più intima ma ugualmente godibile. Dario porge le sue canzoni, non da cantante, ma con l’autorevolezza dell’attore, e il suo messaggio agrodolce – una sorta di ironico manifesto dello sfigato – arriva con immediatezza in platea. […]
Claudio Facchinelli – Corrierespettacolo.it – giugno 2014

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