La Repubblica – Simona Spaventa

 

L’Italietta “social” di Scena Verticale sarebbe piaciuta a Giorgio Gaber
Immaginatevi Gaber al tempo dell’Italietta 2.0, tra crisi, precarietà ed egotismi alla social network. Se ancora avesse avuto voglia di cantare, probabilmente avrebbe fatto qualcosa di simile a Va pensiero che io ancora ti copro le spalle, il bello spettacolo di teatro canzone scritto da Giuseppe Vincenzi per Dario De Luca di Scena Verticale, compagnia calabrese fondata con Saverio La Ruina che da vent’anni porta avanti una ricerca rigorosa tra memoria e attualità. E politico è lo sdegno sotteso a questo monologo con canzoni (in scena anche il pianista Paolo Chiaia) pieno di ironia e molto divertente, dove tra ombre cinesi alla cinema muta un artista “emergente” fallito e nevrotico racconta le sue disavventure tra agenzie di lavoro interinale, battimani prezzolati in tv ed esibizionismi ipocriti su Facebook, in un mondo impazzito dove politica e partecipazione si sono prese nello spazio siderale e il pensiero ha lasciato spazio ai geroglifici postmoderni degli emoticon.

La Repubblica – Simona Spaventa – 27/03/2015

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