Mario e Saleh
by on December 18, 2018 in

scritto e diretto da Saverio La Ruina
con Saverio La Ruina e un migrante musulmano
musiche originali Gianfranco De Franco
disegno luci Dario De Luca
audio e luci Mario Giordano
organizzazione generale Settimio Pisano
produzione Scena Verticale

 

Dopo il terremoto dell’Aquila, in una delle tende allestite all’indomani del sisma, si ritrovano Mario, un occidentale cristiano, e Saleh, un musulmano. La relazione ravvicinata tra i due si evolve tra differenze e agnizioni. Eventi esterni e fatti concreti ribaltano le percezioni che hanno l’uno dell’altro. Le certezze che sembrano farsi strada si ridefiniscono continuamente alla luce di quanto accade, sorprendendo loro per primi.

 

Nota dell’autore

Trattandosi di appartenenze religiose e culture che si prestano a facili tifoserie, il rischio è di incorrere in pregiudizi o di scadere in uno spettacolo a tesi, a scapito della complessità dell’argomento. Il tentativo, allora, è di evitare dispute religiose, focalizzando quei fatti del quotidiano dove concretamente si possa misurare il grado di possibili conciliazioni ed opposizioni. Oltre alle inevitabili differenze fra i due, che possono trovare pacificazione, irromperanno notizie dall’esterno che andranno a rompere gli equilibri del loro rapporto, ridefinendo via via le loro acquisizioni, in uno spiazzamento continuo delle loro certezze e di conseguenza nello spettatore. L’elemento umano, più che fattore risolutore di contrasti e pregiudizi, concorre a rafforzare gli interrogativi di fondo.  Una questione che vorrei affrontare con delicatezza e in punta di piedi, dato che scalda gli animi con una virulenza che lascia interdetti e a volte impotenti. Né voglio far finta che questa virulenza poggi totalmente sul nulla.
Ho sentito il bisogno di approfondire la materia, non solo attraverso libri e saggi e cronaca, come pure sto facendo, ma dalla viva voce di chi vive sulla sua pelle questo stato lacerante. Ho incontrato migranti musulmani, altri ne incontrerò, e ognuno di questi è un mondo dentro un mondo più grande dove tanti islam si inseguono, si differenziano e anche si oppongono fra di loro. I due personaggi in scena saranno interpretati da me e un migrante musulmano, forse uno fra quelli che ho incontrato o che incontrerò nel corso di questa esperienza. Con alcuni di loro non si pone un problema attoriale, avendone incontrati di una forza e umanità straordinarie, anche in ragione dell’esperienza limite che hanno vissuto. Scelta che mi si impone dalla percezione di inadeguatezza che provo nell’immaginare uno che si finge altro in un lavoro che vorrebbe arrivare allo spettatore con meno filtri possibili.

Saverio La Ruina

SCENA VERTICALE 2015 - DEVELOPED BY ENTOPAN