RE PIPUZZU FATTU A MANU
Re Pipuzzu_foto A. Parrilla copia

Martedì 29 giugno ore 21.00 | Castello Aragonese

Primavera dei Teatri
RE PIPUZZU FATTU A MANU
liberamente tratto dalla fiaba calabrese Re Pepe raccolta da Letterio Di Francia 
e dalla riscrittura di Marcello D’Alessandro
di e con Dario De Luca e Gianfranco De Franco
sonorizzazioni dal vivo Gianfranco De Franco
produzione Primavera dei Teatri

La favola è oggi parte della raccolta “Re Pepe e il vento magico. Fiabe e novelle calabresi” – Donzelli Editore

Un viaggio tra l’onirico e il reale, una fiaba che ha echi dell’Oriente e delle “Mille e una notte”, delle storie dei fratelli Grimm e di quelle di Perrault. Quella di Re Pipuzzu è una storia che ha messo radici in mezzo ai castagni e agli ulivi, profuma di impasti infornati e ha il rumore assordante delle cicale della nostra terra. Da una ricerca sulle fiabe della Calabria e i racconti popolari, grazie al lavoro di Letterio Di Francia, arriva la storia di Re Pepe. Una fiaba nella quale il vero protagonista non è il re del titolo, ma una donna: una reginotta sicura del fatto suo e capatosta. È a lei che siamo debitori, persino del personaggio che dà il titolo alla fiaba. Un bel giorno, di fronte all’insistenza del padre affinché lei si trovi un marito, decide di prendere farina e zucchero e di impastarselo con le sue mani. Poiché di reucci insipidi ne è pieno il mondo delle fiabe, la reginotta solo così può essere certa che lo sposo sarà all’altezza delle sue aspettative. Vuole un marito come si deve e impiega addirittura sei mesi ad impastarlo. “Però non parla!”, commenta il re padre. Ma lei non si perde d’animo, gli mette un peperoncino rosso sulla bocca e a furia di insistere, lo fa parlare.

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